Si parte dal soffritto.
In una casseruola grande verso un filo d’olio, aggiungo carota, sedano e cipolla tritati e lascio andare qualche minuto. Qui inizia subito il profumo buono.
Patate e alloro.
Aggiungo le patate sbucciate e tagliate a cubetti e la foglia di alloro. Mescolo e lascio insaporire un attimo.
Pomodoro e fagioli.
Verso la passata di pomodoro, mescolo bene e poi aggiungo i fagioli scolati e sciacquati. Già così viene voglia di assaggiare.
Il protagonista entra in scena.
Taglio il cavolo nero (già lavato e asciugato) a striscioline e lo aggiungo in pentola. Copro tutto con acqua fredda, regolo di sale e pepe e lascio cuocere a fuoco dolce per circa 2 ore. Sì, ci vuole tempo. Ma fa parte del gioco.
La cremosità, se vuoi.
A fine cottura spengo il fuoco e frullo una parte della zuppa con il mixer a immersione. Non tutta: mi piace che resti un po’ rustica, con i pezzi.
La servo sempre calda, con un bel giro d’olio a crudo e pane tostato a lato. È uno di quei piatti che ti fanno rallentare, mangiare piano, magari in silenzio. E come spesso succede con le zuppe… il giorno dopo è ancora più buona. Se avanza, consideralo un regalo
