Il numero di cerchi che vedi determina se sei narcisista.

Forse avrete già visto questa sfida circolare sui social media: un'immagine piena di cerchi, una semplice istruzione - "Quanti cerchi vedi?" - e una promessa intrigante. Il numero che contate dovrebbe rivelare se siete... narcisisti. Che affermazione! Naturalmente, la curiosità è stuzzicata. Ma quanto vale davvero questo test visivo? Diamo un'occhiata più da vicino, senza drammatizzazioni o diagnosi affrettate.

Contare i cerchi: un test che fa parlare di sé

Il principio è giocoso: osservate un'illustrazione composta da diverse forme circolari, alcune evidenti, altre più sottili. Poi, confrontate la vostra risposta con le interpretazioni suggerite.

Secondo il trend virale:

7 cerchi? Siete pragmatici, concentrati sull'essenziale.

8 cerchi? Tenete conto del contesto generale.

9 cerchi? Avete occhio per i dettagli nascosti.

10 o più? La vostra mente è analitica e molto meticolosa.
Meno di 7? Forse si è trattato semplicemente di una disattenzione durante il test.

Presentato in questo modo, il gioco sembra quasi serio. Tuttavia, è importante ricordare che si tratta principalmente di intrattenimento.

Il narcisismo può davvero essere individuato da un'immagine?
Sia chiaro: no.

Il narcisismo, in psicologia, è un concetto complesso. Non è semplicemente un tratto osservabile attraverso un'illusione ottica. Comporta un'esagerata percezione di sé, un marcato bisogno di riconoscimento e, a volte, difficoltà nelle relazioni con gli altri.

Nei casi più gravi, si parla di disturbo narcisistico di personalità, un argomento che rientra esclusivamente nella competenza di professionisti qualificati, attraverso valutazioni approfondite e colloqui specifici.

Un semplice disegno non può, in nessun caso, portare a questo tipo di conclusione.

Il titolo accattivante di questi test ha principalmente lo scopo di attirare l'attenzione. E diciamocelo: funziona.

Perché queste illusioni ci affascinano così tanto
Se queste sfide diventano virali, non è un caso. Fanno leva su due potenti meccanismi: la curiosità e il desiderio di scoperta di sé.
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